



Da via del Seminario, il percorso propone la conoscenza di alcune fra le più interessanti caratteristiche di Gorizia: la chiesa di san Giovanni Battista, centro pastorale della comunità cristiana slovena. Segue l’antico ghetto con la bella sinagoga. La piazza De Amicis è dominata dal rinascimentale palazzo Attems. In via Carducci è da notare il palazzo del Monte di Pietà. Segue la via Arcivescovado, con il sontuoso Palazzo Cobenzl, sede dell’Arcivescovo Metropolita di Gorizia dall’erezione dell’Arcidiocesi.
Si giunge così sulla piazza del Travnik, oggi piazza Vittoria, si affacciano la chiesa di Sant’Ignazio, il palazzo della Prefettura e numerosi importanti edifici. E’ tempo di percorrere la via Rastello, la Cocevia e poi la via D’Annunzio, un tempo chiamata semplicemente Salita al Castello. Si entra nel Borgo del Castello attraverso l’imponente Porta Leopoldina. E’ la collina che ha dato il nome alla città, Gorica, ovvero colle. Dopo la visita al castello si scende attraverso un sentiero nel bosco al valico confinario del Rafut. Proseguendo nel versante italiano, si incontra la via Cappella. Si passa davanti a un’edicola scolpita da Giovanni Pacassi (1702) e dopo pochi ulteriori passi si giunge di nuovo al confine, nei pressi del santuario della Kostanjevica.
Sulla collinetta di Kostanjevica, appena oltre il confine, si può vedere la cripta dei Borboni, gli ultimi re francesi, la Biblioteca di Stanislav Škrabec e, nel giardino del convento, la seconda più grande collezione di rose borboniche d'Europa accessibile al pubblico. Proseguiamo poi con una passeggiata per le strade di Nova Gorica, una giovane città nata per necessità dopo la Seconda Guerra Mondiale, dato che Gorizia era rimasta sul lato italiano del confine. Costruita dai volontari appartenenti alle brigate di lavoro, Nova Gorica è oggi una città moderna, collegata alla sua “sorella maggiore”.
Il percorso ci porta attraverso il centro della città fino alla Piazza Transalpina e, proseguendo proprio lungo il confine, si arriva al fiume Isonzo, lo si attraversa costeggiando le pendici del Sabotino fino al Ponte di Salcano che è il ponte ferroviario con l'arco in pietra più grande del mondo. A Salcano inizia la salita finale verso Monte Santo, il famoso centro di pellegrinaggio dove, nel 1539, Maria apparve alla pastorella Urška Ferligoj e le disse: “Dì al popolo di costruirmi una casa qui e di pregare per avere la mia misericordia”. Il Cammino Goriziano termina dopo 80 chilometri proprio sul Monte Santo, visitato da migliaia di pellegrini nel corso dei secoli, dove si respira un'energia speciale. In condizioni di bel tempo, è possibile vedere l'intero percorso dal traguardo fino all'inizio ad Aquileia.
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1. Tappa
La prima tappa parte da Aquileia dove possiamo riscoprire le nostre radici.
2. Tappa
La seconda tappa ci consente di scoprire le ferite, che hanno segnato il nostro territorio.
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